Belli ciao ❤

Florenzi ha scelto di andare a giocare, questi quattro mesi a Roma sono stati tormentati per lui, troppe critiche, fischi e panchine. Il ragazzo con la dignità di un vero capitano si è adeguato ai dettami del tecnico, non ha fatto storie ma dentro di sé ha sofferto come non mai. L’ambiente non ha certo aiutato Alessandro che dopo i due interventi ai crociati ha perso in smalto ed esplosività, ma non ha mai perso il suo essere romanista. A giugno ne sapremo di più sul suo futuro definitivo.

Questo calcio non prevede spazio per sentimentalismi, le bandiere sono solo quelle in vendita fuori dello stadio e la rincorsa ai fatturati la fa sempre più da padrone, gli effetti si vedono giornalmente.

Questo nuovo ed inedito modo di gestire l’azienda (As) Roma ha dato si dei frutti in consolidamento economico, il valore della cessione al gruppo Friedkin la dice tutta in materia, ma non è riuscita a mantenere quella piccola quota di sentimento e rispetto per la nostra passione, senza la quale tutto diventa insipido, quasi svuotato , senz’anima insomma.

Chissà se i nuovi proprietari considereranno questo aspetto, auspico che lo facciano, sarebbe anche uno dei rimedi a questi continui conflitti tra tifosi della stessa squadra.

Ce lo avessero detto tre anni fa che oggi non avremmo più avuto Totti,De Rossi e Florenzi, non ci avremmo mai creduto. Belli ciao…❤

Forza Roma

Gel

In un certo senso lui era come il quartiere dove viveva, aveva tutto troppo facilmente, e una volta al mese si chiedeva se fosse un ipocrita, ma
dopotutto anche tutti gli altri lo erano.
Le sue giornate erano prevedibili, il cappuccino con cornetto glassato al solito bar sotto casa, puntuale la critica alla troppa schiuma nella tazza , e questo da tanti anni, Sergio il barista non ci faceva più caso ormai. La mattina la passava in quel bar , i grandi temi della vita lo affascinavano, non riusciva a non parlarne, e ogni volta che lo faceva si riuniva sempre un gruppo di gente , il bar prendeva vita. Nessuno sapeva di cosa viveva, e tanti non sapevamo neanche quale fosse il suo nome, in tanti presero l’abitudine di chiamarlo Gel , e lui che si chiamava Gelsomino questo non dispiaceva e acconsentiva . Faceva sport , ed indossava spesso tute da ginnastica, ne aveva in quantità industriale, tutte belle e di marchi noti, forse perché non si sentiva più di indossare giacche e cravatte come per anni ha fatto in passato. Aveva l’eleganza innata e questo lo si percepiva a prima vista, sempre gentile e disponibile , non si ricorda a memoria d’uomo una sua giornata storta, aveva sempre una parola per tutti, e tutti spendevano tante parole con lui. Le donne lo invitavano sempre ad uscire, si seppe poi il perché, entrava per errore nei loro bagni, era fatto cosi, un burlone nato. Lui era amico di tutti ma secondo me non ne aveva poi cosi tanti di amici, usava spesso dire “la gente in genere ci sopporta”, motivo per cui la evitava, il suo riferimento era l’edicolante, Gabriella, donna del popolo di altri tempi, dal linguaggio anche troppo schietto. Una mattina si presentò all’edicola la moglie di un notaio, chiese una rivista di benessere e bellezza, lei gli diede una copia del Messaggero, la signora allora disse che aveva chiesto una rivista non un quotidiano, e lei : “sei senza speranze signora mia, leggi la cronaca damme retta” , la moglie del notaio rimase senza parole, Gel no, si aspettava questa risposta, anzi l’auspicava. Consumato il suo pranzo , bistecca e insalata e niente altro, se ne andava in un parco vicino al Gianicolo se il tempo glielo permetteva, il contatto con il verde lo ricaricava a suo dire. Lo si vedeva spesso tirare quattro calci al pallone con i ragazzini, il calcio era la sua passione e non disdegnava impartire lezioni tattiche a quei piccoli, qualcuno vociferava che fosse stato un giocatore noto in passato, la giornata scorreva intanto e le ombre della sera gli andavano sempre incontro. Un bel giorno fece la valigia e partì, disse che voleva conoscere altre culture per poter apprezzare di più la sua, passarono ben 16 anni nei quali visitò senza sosta oriente ed occidente, da qualche giorno è tornato, e timidamente passa nel suo quartiere che ha trovato molto cambiato , dove non ha più trovato la sua gente forse per questo ci passa con timore, chissà se un giorno si spingerà oltre, tra queste nuove persone, ma con un fardello pesante dietro, i ricordi di quei giorni spensierati lontani.

Ansia

Giampiero Boniperti amava ripetere che alla Juventus non era importante vincere ma era l’unica cosa che contava.

Il calcio , come tutti gli altri sport, dovrebbe trasmettere quei sentimenti che sono la lealtà e il rispetto dell’avversario nonché l’accettazione della sconfitta, ma tutto questo deve iniziare dalle scuole, in modo da formare quella cultura sportiva che francamente è sconosciuta ai più, andare allo stadio deve essere una festa ed un momento di aggregazione, gli sfottò e gli striscioni devono continuare ad esserci ma con rispetto, niente booooo o discriminazioni territoriali , non è tifo quello ma solo odio del prossimo, non va bene.

Con i presupposti del dott. Boniperti tutto questo che ho enunciato lascia di certo il tempo che trova , ma sarà necessario se vogliamo riappropriarci di questo nostro calcio, ora in mano alle paytv e alle multinazionali varie, paradossalmente dovrebbero pagare il pubblico che riempie gli stadi e che partecipa allo spettacolo, ma non è cosi.

Se continuerà lo strapotere Juventino il prodotto calcio italiano perderà interesse e i proventi televisivi saranno minori con conseguenze facilmente prevedibili, quindi la tanto attesa riforma dei campionati è più che mai necessaria,  la ripartizione dei proventi stessi dovrà essere più equilibrata  per tutti, come in Premier league.

Noi a Roma siamo fortunati, abbiamo una squadra che può davvero contrastare la Juventus, e sabato prossimo vedranno tutti cosa significa programmazione e capacità di scelta pur con ricavi minori dei campioni d’Italia in carica, si può fare un buon calcio con i giovani e con un gioco identificabile, Di Francesco sta facendo un ottimo lavoro, la tensione a Roma è una cosa che non si sa cosa sia, e quando i ragazzi entrano in campo già si sà l’esito del match.

Il sorteggio di Champions ha detto Porto agli ottavi, sarà una grande Champions, e la mia amica Paola Di Caro sarà sicuramente orgogliosa di questo percorso vincente.

Questa era la parte migliore del mio sogno, quella peggiore è andata in scena ieri sera, unica parola in merito è “mortificanti”.

Forza Roma

Fuga per la vittoria

I tre punti di ieri sera sono stati, secondo Mourinho, il volere di Dio che ci teneva a non rovinargli la 1000ma panchina. Forse è anche così, forse abbiamo vinto anche per l’opera del VAR, magari ci fosse stato anche in partite del passato, forse per la grande voglia e tenacia dei ragazzi dopo aver preso lo schiaffo del pareggio dal Sassuolo, squadra migliore incontrata fino ad oggi. In ogni caso tutti sappiamo che l’artefice di questo cambio di rotta rispetto al passato è solo lui, José Mourinho. Ha portato una ventata di spavalderia e sana consapevolezza in un gruppo che, con partite come quella di ieri sera, in altri tempi sarebbe crollato. Così non è stato , il pubblico allo stadio è stato come il vento di Foehn, ha soffiato così forte che i ragazzi in campo non hanno sentito la fatica delle nazionali (Vińa in primis). Ci sono lacune tattiche e difetti da correggere, su questo siamo tutti d’accordo, ma poter lavorare con questo entusiasmo potrà solo che rendere le cose più umane anche ad un alieno come Mourinho.

Una menzione speciale a Rui Patricio che con le sue parate ha permesso di vincere la partita e soprattutto la diffidenza iniziale di alcuni tifosi.

Forza Roma

La vera signora delle camelie

Camelia Ceasar nasce a Bacâu ,nella regione storica della Moldavia in Romania il 13 dicembre 1997 e a soli 5 anni si trasferisce con la sua famiglia in Italia. Inizia la sua carriera nel 2008 con il Torino ma non come portiere ma come centravanti. Il caso volle che fu selezionata per giocare in porta in un allenamento e da quel giorno è rimasta tra i pali. Passa poi al Brescia dove affina le sue doti e matura quell’esperienza che gli servirà dopo poco tempo a giocare per il Milan, una sola stagione ma intensa e molto utile. Approda alla Roma nell’estate 2019 , conquista i tifosi, le compagne e la titolarità nella sua nazionale. Peccato per la lentezza della nostra burocrazia che gli impedisce di vestire la maglia azzurra. Ottimo senso di piazzamento tra i pali, brava nelle uscite e grande personalità nel guidare la difesa, credo proprio la Roma possa dormire sonni tranquilli con questo fior di portiere. Inutile dire che pur scadendo nel 2022 il suo contratto sarà sicuramente prolungato. Camelia ha trovato qui a Roma il suo ambiente ideale, caldo ed accogliente e tifosi ed addetti ai lavori si aspettano tanto da lei . Mi sono bastati poche immagini di gioco per capire il suo talento e le sue enormi potenzialità, ed è da questi atleti che si deve prendere spunto ed esempio, brava veramente. Una persona per lei molto speciale la osserva da lassù, il suo papà , il suo angelo custode. Sarà la sua una grande carriera, ne sono certo.

G.T.

Edin Dzeko

É un anno calcistico questo che difficilmente dimenticheremo. La nazionale italiana conquista il suo secondo titolo europeo , Lionel Messi termina la sua storia d’amore con il Barcellona e prende la strada che lo porterà a Parigi, Romelu Lukaku dopo aver preso per mano la sua Inter , portandola a conquistare senza fatica il tricolore, torna in Premier League al Chelsea, ma soprattutto Edin Dzeko che dopo 6 anni lascia la Roma . Stagione quindi memorabile. Stagione dei rimpianti ? Solo il campo ci darà il responso. In ogni caso una stagione del cuore per tutti i tifosi. Abbiamo spesso detto quanto sia cambiato il calcio , ma certi campioni, specie quando vanno via, riescono a farci star male, mantenendo viva anche con questa delusione che ci viene inferta quella passione che il calcio moderno ci sta togliendo. Le bandiere non esistono più, ci sono le aste. Dzeko non era una bandiera , specie vivendo all’ombra della bandiera più bandiera di tutti, Francesco Totti. Era l’ultimo giocatore di una formidabile compagine allestita dal suo vecchio DS Walter Sabatini. Ora è andato via, lasciando vedove tra i tifosi. Un giocatore del suo calibro resterà nella storia della Roma, tante presenze e tanti goal, forse il più forte attaccante visto da queste parti, dotato di tecnica e visione di gioco. Un carattere difficile che spesso gli ha limitato le prestazioni. Ora è a Milano, sponda Inter,erano tre anni che la Roma tentava di liberarsene , 7,5mln erano tanti e troppi per questa nuova Roma. Un saluto a lui che è stato parte di noi questo tempo, non lo dimenticheremo facilmente.

Ciao Edin , grazie.

“Non ci si può più affezionare a nessuno, bisogna chiudere tutte le porte del cuore”
Giulia Mizzoni

Forza Roma

Romanzo romanista

Il tifoso romanista è un Campione d’Italia che non ce l’ha fatta. A lui è sufficiente vedere quei colori in campo e provarne gioia, perfino per un’amichevole come quella di domenica scorsa a Frosinone contro i neopromossi in serie A ungherese del Debrecen, circa 10mila “matti” a seguito dei giallorossi con tanta voglia di tifare Roma dopo un anno e mezzo di assenza sugli spalti per il Covid19. I supporters al seguito fanno la differenza e sono parte dello spettacolo, non possiamo negarlo. Anche i giocatori non erano più abituati ai cori di incitamento durante la partita, troppo tempo abbiamo visto un calcio sterilizzato di passione e presenza, adesso basta.

Josè Mourinho dal 4 maggio ha cambiato questa gente, alla sola notizia della sua firma sul contratto l’entusiasmo in città è andato alle stelle, è riuscito a farci dimenticare guai e delusioni accumulatesi in questo ultimo biennio. Mi domando come sarebbe ora il nostro morale se fosse arrivato uno qualsiasi al suo posto, non oso pensarci.

Il tifoso romanista è anche quello che, come me oggi, si sveglia senza motivo alle 4 di mattina e decide di portare il cane a fare la sua passeggiata, unico problema che un cane non ce l’ha e quindi prova a portare a spasso il gatto, ma con scarsi risultati. Il felino non esce così presto. Allora decide di andare a correre, al limite incontrerà a quell’ora Dracula, un zombie, un lupo mannaro o magari Micaela Palmieri, la conduttrice del tg1 rai, esce a quell’ora la bella milanese , e gli farebbe tante domande, anche sul suo romanzo appena finito di leggere. La curiosità è sempre tanta anche all’alba .

Il tifoso romanista è quello che ad agosto inizia ad elencare i trofei che saranno, il titolo di Campioni d’Italia ogni anno di questi tempi è cosa nostra e la festa al Circo Massimo è solo un dettaglio. Quest’anno per la prima volta in 94 anni sappiamo già che non vinceremo nulla ma che dovremo ricostruire e rinascere dalle macerie in campo e nel bilancio, i 300 milioni di perdite ci obbligheranno a fare i conti della serva, un euro entrerà ed un euro uscirà per tutti , nessuno escluso. La cosa positiva che contraddistingue questa nuova gestione dei Friedkin rispetto alla passata ( infausta) di Pallotta è che non venderemo i nostri giocatori più forti per andare avanti, già questo dopo un solo anno di gestione mi sembra tanto.

Meno di un mese e il campionato inizierà, si tornerà a giocare e francamente non vedo l’ora, anche per placare le tante parole inutili che vengono spese su questa Roma in costruzione. La partita di mercoledì contro il Porto inizierà a darci delle indicazioni più concrete in vista del calcio che conta.

E che sia l’ennesima stagione del romanzo romanista che tanto ci piace vivere.

Forza Roma

In foto Edin Dzeko all’arrivo oggi in Portogallo con la squadra.

Mai dire gatto…

Avranno anche inventato il calcio, su questo nessuno avrà da ridire, ma non hanno di certo inventato l’umiltà ed il rispetto per gli avversari. Con questi presupposti ci si avvia alla finale del Campionato Europeo 2020 giocato un anno dopo e con una formula inedita quanto bizzarra. L’appoggio del Premier inglese Johnson al presidente Uefa Ceferin nella sua battaglia contro le squadre ammutinatesi nel tentativo di aderire alla Superlega, ha consentito alla nazionale inglese di giocare in casa 6 partite su 7 finale compresa, con gli spalti gremiti di gente. E poi dicono che la politica non interferisce sullo sport. Il percorso della squadra allenata da Gareth Southgate è stato ineccepibile e tranne nella semifinale contro la Danimarca , vinta con un rigore generoso, gli altri match sono stati vinti in scioltezza. Nulla da dire quindi sui meriti degli inglesi per questa finale, entusiasmo e sicurezza di ri-portare la Coppa a casa ( così sostengono loro) vengono palesati con sicurezza e sfrontatezza. Ma il calcio è bello perchè presenta sempre delle sorprese dietro l’angolo e quando meno te l’aspetti. Avversari degli inglesi saranno i nostri azzurri, squadra che in occasione di impegni internazionali da sempre il meglio di se stessa. In questo europeo il percorso è stato imperioso, avversari caduti come birilli e lezioni di calcio (umile) impartite allo strafavorito Belgio e forse , chissà, anche stasera ai figli di Albione. Quindi prima di annunciare un lunedi di festa in tutto il Regno Unito io ci andrei cauto, e se fossero i ragazzi di Roberto Mancini a vanificare propositi, progetti , ambizioni e feste al Premier inglese così tronfio in queste sue dichiarazioni? Le ciambelle per essere perfette devono venire con il buco, il gatto si cita quando ce l’hai nel sacco e così via potremo dirne tante…Umiltà, questa la chiave per vincere stasera, contro tutti ( sugli spalti) contro tutto ( ci metto anche l’arbitro Kuipers che a me non piace affatto). Che il Dio del calcio sappia essere super partes .

Forza Azzurri

C’era una volta Pallotta

Non è passato tanto tempo eppure l’epoca di James Pallotta sembra già lontana anni luce e con lei anche quelle di Francesco Totti e Daniele De Rossi.

É una Roma quella di questi tempi che dovrà riscattarsi da due anni senza costrutto di una gestione tecnica di Paulo Fonseca e che dovrà soprattutto riemergere da una mediocrità generale come mai si era vista in questo ventennio dal terzo scudetto giallorosso.

Il Covid non ha fatto altro che accentuare quel solco che si era creato naturalmente tra la Roma della semifinale di Champions League e quella attuale , e il dilungarsi sulla questione stadio ha accelerato questo processo . Basta solo leggere la formazione di quella serata magica contro il Barcellona e sicuramente ci viene lo sconforto a tutti quanti.

Questa nuova era dei Friedkin dovrà cambiare le cose e la scelta di José Mourinho sembra essere quella che darà un taglio netto col recente passato e che dovrà consentire alla società capitolina di tornare ad essere rispettata in primis e temuta dagli avversari , i tifosi meritano tutto questo.

Tra pochi giorni ci sarà la presentazione ufficiale del nuovo tecnico e di quelli che saranno i tanto misteriosi colpi di mercato che i Friedkin vorranno regalarci, il loro silenzio potrebbe essere una carta a nostro vantaggio.

Non ci resta che aspettare e fare sempre quello che sappiamo fare, i tifosi!

Forza Roma

Ci aspettiamo tanto

Si, tutto sembra andare per il verso sbagliato, le sconfitte in campo tipo Parma , quelle in Lega per il ricorso sul caso Diawara, alcune decisioni arbitrali discutibili, la delusione da questi più bassi che alti sta diventando una costante che non è più sopportabile e per fortuna che domani si scenderà di nuovo in campo , forti di tre goal di vantaggio sugli ucraini che speriamo saranno sufficienti per questo meritato passaggio di turno in Europa. Ci mancano quattro giocatori di spessore, Zaniolo,Pastore,Veretout e Mkhitaryan e ci aspettiamo quindi tanto da gente come Dzeko,Pedro ed El Sharrawy che di esperienza ne hanno da vendere, ma soprattutto ci aspettiamo una reazione di orgoglio a certe prestazioni che sono francamente deludenti. É una Roma in difficoltà inutile negarlo, ma ha le caratteristiche tecniche per poterne uscire fuori e i 50 punti in campionato non sono poi così poca cosa. La partita di domani sera servirà anche come allenamento per il match spareggio di domenica sera contro il Napoli, motivo per cui queste due partite saranno molto importanti per il futuro di tutti, giocatori e tifosi, si anche questi ultimi pendono molto dai risultati della squadra, stanno vivendo un momento sociale molto complicato e la Roma rappresenta il loro angolo di spensieratezza, una terapia insomma. Se i giocatori tenessero questo a mente quando scendono in campo sarebbe molto importante e bello allo stesso tempo, dovrebbe essere uno stimolo in più, una causa per la quale dare tutto. I tifosi meritano tutto questo, sono troppi anni ormai che mandano giù bocconi amari. In fondo basta una vittoria per dimenticare tutto e subito.

Forza Roma


			

3 punti d’oro

Pensavo a come fossero cambiate le aspettative del tifoso romanista in queste ultime stagioni, passando dallo essere stanco e rassegnato alla seconda piazza dietro l’ammazzacampionato di turno, a questa rincorsa spasmodica contro tutto e tutti a quel quarto posto che rappresenterebbe una continuità economica mai necessaria come in questi tempi di Covid.

La squadra non sta giocando bene ma vince, i giocatori ce la stanno mettendo tutta , gli infortuni non danno tregua e c’è sempre quella sensazione che gli sforzi potrebbero essere vanificati dalla continuità nelle vittorie delle squadre concorrenti. La partita di ieri non è stata facile affatto, un Genoa rivitalizzato dal ritorno di Ballardini ha fatto la sua partita, chiudendosi bene come tutte le squadre che sono venute all’Olimpico, ci è voluto un episodio per vincere il match, un colpo di testa dei suoi , un grande Mancini che giorno dopo giorno sta consolidando la sua leadership in questa squadra. La presenza in campo di Smalling ieri si è vista eccome, gli errori di uscita con palla dalla nostra area no per fortuna. Cosa aspettarsi ora? Sicuramente il rientro di Edin Dzeko, troppo importante per questa Roma, i goal iniziano a mancare ed al povero Mayoral non si può certo chiedere la luna. Si chiede anche uno sforzo alla buona sorte, che ci aiuti a preservare tutti, rientranti compresi, questa squadra con Zaniolo , Pastore e Veretout arruolati sarebbe tutta altra cosa, ma in fondo non sta sfigurando affatto. Giovedì arriverà lo Shakhtar ex squadra del nostro Fonseca, ci giocheremo gran fetta di questa ennesima stagione del cambiamento ed un passaggio del turno sarebbe quanto mai terapeutico per il morale dei ragazzi e per l’entusiasmo dei Friedkin che a fine stagione tireranno le somme e attueranno i cambiamenti necessari. Nel frattempo godiamoceli, ogni vittoria è gioia per tutti i tifosi e i lunedi hanno tutt’altro sapore con i tre punti in tasca.

Forza Roma e viva le donne.